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Chi Siamo


Gli inizi

 

Convinta della mancanza di una competente programmazione che potesse introdurre la città di Bergamo in modo stabile ed autorevole in un circuito concertistico Internazionale, nel 1992 l'Associazione Vecchia Bergamo organizzò, sull'organo Serassi della Chiesa di S.Anna, un concerto 'd'assaggio'. 

Fu invitato, per la prima volta a Bergamo,  uno dei massimi organisti del nostro tempo, Jean Guillou, titolare dell'organo di Saint Eustache in Parigi, con la richiesta precisa d'introdurre nella programmazione del suo concerto l'improvvisazione estemporanea su temi dati al momento dal pubblico, disciplina scomparsa dalle nostre chiese e dai nostri conservatori da più di cinquant'anni, ma ritenuta di fondamentale importanza per la formazione di ogni organista da tutte le grandi Scuole Europee. Fu un successo strepitoso, sia per la presenza di un pubblico entusiasta, sia per le lusinghiere recensioni della critica locale, che, abituata ad anni di grigio ed esasperante conformismo alla filologia acritica imperante, immediatamente colse lo spirito innovatore della proposta.

L'anno seguente, con i pochi mezzi dei soci, partì ufficialmente il Festival Organistico Internazionale, prendendo a prestito, non solo per gli ovvi auspici scaramantici, la fortunata  denominazione del grande Festival Pianistico cittadino.

Venne individuato nel monumentale Organo Serassi 1860 della Parrocchiale di S.Alessandro della Croce in Pignolo, appena restaurato, lo strumento adatto sia a supportare una programmazione eterogenea, che non tralasciasse nessuna opportunità di ascolto, sia a rappresentare degnamente la grande tradizione organaria bergamasca. Trovammo da subito, nella figura di Mons. Tarcisio Ferrari, e nella comunità intera del quartiere storico di Pignolo, una grande disponibilità e collaborazione.

 

 

I contenuti e le linee programmatiche

 

 

La formula del Festival prevedeva, e prevede tuttora, di:

 

-   porre al centro dell'evento musicale l'interpretazione intesa come 'arte del comunicare', vera e propria guida emotiva e spirituale per l'ascoltatore.

reintrodurre in ambito concertistico l'arte dell'improvvisazione, di fatto sparita dalle chiese italiane, per la quale il genio personale e la tecnica della composizione estemporanea si fondono in un attimo unico ed irripetibile, rivelando la vera anima del musicista.

  invitare nomi di assoluto prestigio che possano dare un taglio interpretativo d'indiscussa personalità ed originalità; nelle scelte si cerca di privilegiare personaggi di  'riferimento' delle varie scuole Europee, che siano altresì impegnati in particolari progetti didattici, o tecnico-esecutivi, di riconosciuto interesse.

  invitare ogni anno un giovane interprete che abbia vinto, nell'anno solare precedente, un importante Concorso Internazionale, in particolare d'improvvisazione.

 

La nuova impostazione del 1997

 

 

Visti gli immediati consensi all'iniziativa, nel 1997, in accordo con il Comune di Bergamo, si desiderò dare un respiro ancora più ampio alla fortunata manifestazione, convinti che fosse giunto il momento di prospettare per essa, e per la città che lo ospita, una 'visibilità' superiore, proprio per il suo accentuato carattere Internazionale.

 

Il Festival scelse così quattro chiese diverse, fra le più rappresentative della città, non solo per le straordinarie qualità degli strumenti che custodiscono:

 

- Cattedrale                                                      organo Felice Bossi 1842     

- S.Alessandro della Croce in Pignolo                 organo Serassi 1860            

- S.Maria Immacolata delle Grazie                     organo Balbiani 1924           

- Basilica di S.Maria Maggiore                           organo Vegezzi Bossi 1915 – Ruffatti 1948      

 

Il perché della scelta di questi quattro strumenti è facilmente comprensibile. Essi sono la massima espressione artistica di quattro 'botteghe' diverse ed hanno caratteristiche tra loro felicemente complementari: due di essi rappresentano l'apice costruttivo delle due famiglie organarie storiche, e rivali, di Bergamo, i Serassi e i Bossi; gli altri due sono opera di botteghe organarie continuatrici della scuola Vegezzi Bossi, i Ruffatti e i Balbiani. I primi due sono strumenti antichi, parte del loro materiale fonico risale anche al XVIII secolo, a trasmissione interamente meccanica; gli altri due sono moderni, a trasmissione elettrica, mirabili testimonianze, uniche in città, dell'organo Romantico (S.Maria Maggiore) e di quello Ceciliano (Le Grazie).  

 

A questo 'quartetto' d'eccellenza si sono aggiunti: nel 2004 l'organo più antico della città, un positivo di anonimo seicentesco custodito nella piccola Chiesa della Madonna del Giglio, restituito al suo originario splendore attraverso un attento restauro filologico; nel 2006 l'organo Mascioni, datato 1905, ubicato nella splendida Sala Piatti dell'Istituto Musicale Donizetti, anch'esso recentemente restaurato, la cui rara collocazione (un teatro anziché una chiesa) permette programmazioni musicali particolarmente suggestive ed originali; infine nel 2010 il nuovissimo grande organo della Cattedrale, costruito da Pietro Corna su progetto di Gilberto Sessantini, dalla struttura e dalla concezione musicale assai innovative.

 

Questa grande varietà di caratteristiche foniche permette di offrire repertori assai diversificati, dalla musica antica fino a quella contemporanea. Ogni concerto viene sempre accompagnato da appropriate 'Guide all'ascolto', stampate e distribuite a tutti i presenti, con l'intento d'introdurre anche l'ascoltatore neofita a gustare con piena consapevolezza tutte le proposte artistiche, incluse quelle più originali ed innovative. Non si tratta di sterili elenchi di date o cenni storici degli autori, ma di vere e proprie guide musicali, con analisi dei brani, collegamenti fra loro, curiosità. Una delle finalità principali della manifestazione è infatti quella di sdoganare la musica organistica da quell'aura iper-specialistica, spesso creata ad arte da molti dei propri attori, verso il grande pubblico amante del bello, quello cioè che con pari passione ed attenzione frequenterebbe una mostra od un concerto sinfonico. Siamo convinti che, con le giuste indicazioni, tutto il repertorio organistico può affascinare l'intelligenza ed il gusto di un pubblico molto vasto; ed i risultati ottenuti lo hanno dimostrato ampiamente. 

 

L'allargamento del 1997 ha certamente rappresentato un salto qualitativo decisivo, che ha fatto assumere al Festival un ruolo di grandissimo rilievo internazionale nel panorama musicale cittadino. Se infatti il patrimonio organario del territorio bergamasco era da tempo valorizzato in ambito provinciale, attraverso la  pionieristica "Rassegna Organistica su organi storici della Bergamasca", che mirava al sistematico restauro dei manufatti più significativi, mai la città di Bergamo aveva potuto fregiarsi di un Festival Organistico, che in pochi anni è entrato nel novero delle grandi manifestazioni Europee dedicate a questo strumento, in particolare per l'arte dell'improvvisazione organistica.

 

L'ampliamento è stato sottolineato, nel corso degli anni, dall'interesse e dal contributo di fedeli sostenitori privati, dalla Provincia di Bergamo, con la quale esiste da ormai più di quattro lustri una strettissima e proficua collaborazione di coordinamento, da varie Fondazioni (Banca Popolare di Bergamo, Congregazione della Misericordia Maggiore, Fondazione della Comunità Bergamasca, Credito Bergamasco) ed Istituzioni del territorio (Camera di Commercio, Sacbo-Aeroporto di Orio al Serio).

 

I risultati

 

Fin dalla sua prima edizione la manifestazione ha riscosso un successo di critica e di pubblico assai lusinghiero, segnalandosi subito per l'altissima qualità e l'originalità delle proposte nonostante i costi contenuti; ciò è stato possibile creando sinergie con le organizzazioni italiane ed estere più qualificate. A corollario delle attività concertistiche - attraverso la conoscenza diretta della bellezza degli organi cittadini, che ha trasformato i grandi interpreti invitati in altrettanti autorevoli  ambasciatori nel mondo della nostra città - abbiamo instaurato ottimi rapporti con primari centri internazionali, che stanno portando Bergamo ad essere frequentemente scelta quale sede di corsi e master-classes di rinomati docenti europei. In pochi anni, e questo era lo scopo primario dell'iniziativa, Bergamo s'è così introdotta con autorità in quel ristretto numero di città Europee che ogni anno dedicano energie alla valorizzazione ed alla divulgazione dell'arte organistica; un'introduzione che ritenevamo, e riteniamo, assolutamente doverosa visto l'immenso patrimonio organario e la grande tradizione musicale della città.  A ciò ha contribuito anche una capillare pubblicità di settore, con mailing list di persone/associazioni, che, oltre a centinaia di musicisti internazionali, un'ottantina di Associazioni, Concorsi organistici mondiali e le maggiori riviste specializzate, include tutte le scuole primarie e secondarie di città e provincia, tutte le parrocchie di città e provincia, personalità artistiche delle discipline più disparate, a conferma della forte vocazione didattica e divulgativa dell'iniziativa.

 

I Concorsi Internazionali di cui abbiamo invitato i Vincitori sono stati: Milano 1992, Ginevra 1993, Bruges 1994, Innsbruck 1995, Chartres 1996, St.Albans 1997, Capri 1998, St.Albans 1999, Chartres 2000, Haarlem 2000, Calgary 2002, St.Albans 2003, Haarlem 2004, St.Albans 2005, Haarlem 2006, St.Albans 2007, Chartres 2008, St.Albans 2009, Haarlem 2010, St.Albans 2011, Luxembourg 2011, St.Albans 2013. In particolare con Chartres è stato stipulato l'accordo, fin dal 1995, di donare al Vincitore del Concorso d'improvvisazione l'invito a suonare a Bergamo.

 

Ad integrazione del Festival, per tre anni consecutivi, dal 1997 al 1999, sono stati organizzati Convegni sull'arte organaria - con al centro le problematiche connesse alla progettazione, al restauro, alla ricerca storiografica - richiamando l'attenzione di addetti da tutta Italia.

 

Per rendersi conto della vitalità e dell'interesse che oggi ruota intorno a questa manifestazione, si rimanda alle rassegne stampa. Vanno comunque ricordate le presenze eccezionali di Naji Hakim ('98), Gustav Leonhardt ('99), John Scott ('01),  Jean Guillou e Klemens Schnorr ('02), Pierre Pincemaille e Luigi F.Tagliavini ('03), Ewald Kooiman e Thierry Escaich ('04), Guy Bovet, Ben van Oosten, Loic Mallié (05'), Olivier Latry e Nigel Allcoat ('06), Michael Radulescu e David Briggs ('07), Simon Preston, Lionel Rogg, Louis Robilliard ('08), Daniel Roth, Wayne Marshall, Jacques van Oortmerssen, Kenneth Gilbert ('09) Jean Guillou, Jan Raas, Hans-Ola Ericsson ('10), Eric Lebrun, Kalevi Kiviniemi, Bernard Haas ('11), Michel Bouvard, Bob van Asperen, Theo Brandmueller, Wolfgang Seifen ('12), Philippe Lefebvre, Brett Leighton, Franz Josef Stoiber ('13), Jane Parker-Smith, Francois-Henri Houbart, Sietze de Vries (14'), nonché la grande edizione speciale dell'anno 2000 che, in occasione del 250° anniversario della morte di Johann Sebastian Bach e del Giubileo, ha programmato ben otto concerti intorno alla musica del Kantor di Lipsia, di cui quattro dedicati alla sua opera omnia, affidati a Francesco Finotti, ed altri quattro a lei collegata, ospitando, per svelarne i più reconditi segreti, una conferenza di Alberto Basso, tra i massimi esperti dell'argomento.

 

Ideatore e Direttore Artistico della manifestazione è il M° Fabio Galessi (fabio@galessi.it), dal settembre 1992 organista titolare dell'organo Serassi op.659 di S.Alessandro della Croce in Bergamo. 

 

Il Presidente dell'Associazione 'Vecchia Bergamo', associazione culturale e sportiva no-profit,  nata agli inizi degli anni ottanta con l'intento di promuovere e valorizzare il  Borgo Antico di Città Alta, è il Dott. Maurizio Maggioni  (info@mauriziomaggioni.it).